Contributo Unificato Appalti in CGUE: le conclusioni dell’Avvocato Generale

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E’ terminata da poco l’udienza in Corte di Giustizia Europea in merito alla causa C-61/14, avente ad oggetto la questione di conformità al diritto comunitario degli importi del contributo unificato in materia di appalti pubblici attualmente vigenti in Italia, che vede coinvolte la “Associazione degli avvocati amministrativisti della Sicilia” e “Amministrativisti.it – Associazione Avvocati Amministrativisi Sicilia Orientale”, presiedute rispettivamente dal professore Salvatore Raimondi e dall’avvocato Carmelo Giurdanella, intervenute in giudizio nell’interesse dell’associazione di consumatori Cittadini Europei.

Nell’udienza l’Avvocato Generale ha presentato le proprie conclusioni nella quali afferma la possibilità per uno Stato membro di prevedere al proprio interno un sistema di tassazione diversificato per il contenzioso amministrativo in materia di appalti pubblici, potendo il pagamento di un più alto contributo unificato costituire un sistema di finanziamento dei costi della giustizia ed un freno alle azioni temerarie, purchè però tale importo dovuto non sia talmente alto da ostacolare l’esercizio del diritto alla difesa, peraltro riconosciuto e tutelato anche nella Carta di Nizza.

L’Avvocato Generale, ha rilevato invece incompatibile con la direttiva 89/665, interpretata alla luce dell’art. 47 della Carta, “la riscossione di più tributi giudiziari cumulativi in procedimenti giurisdizionali in cui un’impresa impugna la legittimità di un’unica procedura di aggiudicazione di un appalto ai sensi dell’art. 2, paragrafo 1, lett. b della direttiva 89/665, a meno che ciò possa essere giustificato ai sensi dell’art. 52 paragrafo 1, della Carta,”, valutazione che ad avviso dell’Avvocato Generale dovrà essere effettuata dal giudice nazionale del rinvio.